5 cose che hanno fatto tutti gli spezzini

La Spezia, sfuggente al primo impatto, è invece una città che ha le sue tradizioni nelle piccole cose della vita di tutti i giorni. Ci sono cose che tutti gli spezzini hanno fatto: eccone 5, per iniziare a capirli.

La Spezia è una città strana. Chi vi si avvicina, al primo impatto difficilmente la comprende. Sembra quasi che non abbia un’identità. Eppure ci sono esperienze condivise da tutti i suoi abitanti, momenti di vita in comune che contribuiscono a creare un’anima unica. Questi piccoli comportamenti quotidiani – le cose che tutti gli spezzini hanno fatto – sono la via più breve per capire la Spezia e gli spezzini.
Ecco dunque da cinque cose che tutti gli spezzini hanno fatto.

1 – Una sgroppata sul grillo ai giardini

Ora c’è una pubblicità che dice “Sei di Parma se sei andato sul grillo…”
Ebbene, i grilli ci sono anche alla Spezia ed è veramente difficile che uno spezzino non abbia passato qualche ora a darci dentro, avanti e indietro lungo viale Mazzini, sfiancandosi piedi e ginocchia sui pedali a molla.
I grilli, felicità per i bambini spezzini e croce e delizia per i genitori spezzini. Croce perché quasi impossibile portare via i bambini una volta che ce li hai messi sopra; delizia perché – dopo aver consumato tutte le energie a pedalare – la sera i “piccoli mostri” dormono.

3 – Cercare il posto migliore per vedere i fuochi del Palio (e poi finire in passeggiata Morin)

Come la Fiera, e più ancora del Palio stesso, i fuochi d’artificio della Festa del Mare (per gli spezzini, familiarmente, “i fuochi del Palio”) sono uno dei cardini del calendario cittadino.
L’attaccamento che la gente dimostra verso questo appuntamento è un chiaro segno dell’anima semplice della città: un po’ di colore nel cielo notturno basta a incantare molti, per quasi un’oretta, con il naso all’insù.
Così la sera della prima domenica di agosto l’intera città aspetta i fuochi, chi per goderseli e chi per maledirli (come è tradizione a Spezia, un po’ di mugugno ci deve essere).
Qualunque spezzino, a ogni modo, almeno una volta nella vita ha cercato il posto perfetto per godersi “i fuochi del Palio”. E allora via al giro di telefonate per trovare la terrazza dell’amico dell’amico, scalda il motorino alla ricerca delle alture, si parte con il tour dei “bricchi” per decine di minuti nella speranza di imbroccare la piana solitaria e perfettamente esposta… e poi si trova un posto affollato e da cui si vede così così.
E allora l’anno dopo, tutti in passeggiata Morin, in mezzo alla folla. Ad applaudire ironicamente al primo botto e poi concludere: “L’anno scorso erano meglio!”.

#laspeziaexperience

4 – Farsi una beciata ai giardini

I giardini sono il luogo del grillo quando si è piccini, ma non solo. Per almeno il 90% degli spezzini – potremmo scommetterci – sono anche il teatro perfetto per le prime schermaglie amorose. Abbandonati i pantaloni corti e il grillo, lo spezzino – un po’ più grandicello e in preda al tumulto degli ormoni – vede le panchine dei giardini pubblici trasformarsi in comodissime alcove.
Quasi tutti si sono fatti una beciata sotto lo sguardo di Garibaldi o riparati da una delle gigantesche magnolie che separano viale Mazzini da viale Italia.

5 – “E chi lo fa? Strina?”

Scansafatiche per eccellenza: questo è lo spezzino secondo la vulgata. Si tratta, ovviamente, dell’esagerazione generalizzante della diffusa indole quieta di chi abita da queste parti. Se non è realistico descrivere sbrigativamente tutti gli spezzini come “scansafatiche”, si può invece dire che la maggior parte di loro è calmo, poco intraprendente dal punto di vista imprenditoriale e capace di gustarsi anche i piccoli piaceri della vita.
In definitiva, tutti gli spezzini – almeno una volta nella vita – trovandosi di fronte a un compito più o meno impegnativo hanno rimandato la fatica a un altro giorno, pronunciando la fatidica fra: “E chi lo fa? Strina?”.

Spezzino Vero

Follow

0 comments

Leave A Reply

Related Posts

Card image cap

Il ritorno delle Ostriche della Spezia

Card image cap

Il Pesto: una questione seria, patrimonio intangibile dell’Umanità

Card image cap

Il Cimento d’inverno: un augurio di buon anno tutto ligure

On this website we use first or third-party tools that store small files (cookie) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (technical cookies), to generate navigation usage reports (statistics cookies) and to suitable advertise our services/products (profiling cookies).
Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience. Cookie policy