Alla scoperta dei vini della Spezia

A tavola, Cinque Terre, La Spezia, Lunigiana Leave a comment

I vini della Spezia e delle Cinque Terre non sono tra i più noti d’Italia, ma negli ultimi decenni i vini locali sono cresciuti con nuove produzioni ed etichette.

Annualmente si svolgono degli eventi, come Liguria da Bere, Sarzana DOC e Benvenuto Vermentino, che danno la possibilità di conoscere tanti produttori locali e degustare ottimi vini liguri e in particolare del territorio spezzino.

Pronti con i nostri calici da riempire delle più varie libagioni, ripassiamo la distribuzione dei vitigni nel territorio e le caratteristiche delle sue produzioni DOC e IGT.

Indecisi tra bianco e rosso? I vitigni tipici che della riviera dello spezzino – come nel resto della Liguria – sono a bacca bianca: Vermentino, Bosco, Albarola. Ma per chi ama il rosso ci sono ottimi vini da assaggiare, fatti con Sangiovese, Canaiolo, Pollera, Ciliegiolo.
L’attuale paesaggio vinicolo dell’intero levante ligure e delle Cinque Terre in particolare è il risultato del lavoro faticoso di circa un millennio, per modellare una costa impervia e scoscesa in spazi ristretti con terrazzamenti di vigneti e muretti a secco che danno vita a una vinificazione unica al mondo.

Nei vigneti della Val di Magra, dove il corso del fiume rende gli spazi più ampi, si concentra la produzione di oltre il 65 % della produzione vitivinicola della provincia, in particolare con la DOC dei Colli di Luni.

Fino a qualche decennio fa, Sciacchetrà delle Cinque Terre era il nome del vino più noto nella zona, nonostante la resa davvero minima dei vigneti adibiti alla produzione di questo ottimo passito non ne abbia mai permesso una vera diffusione al di fuori del territorio.
A partire dagli anni ottanta e novanta, le superfici in viticultura della provincia spezzina sono divenute parte considerevole della superficie complessiva adibita alla produzione di vino della Liguria, in concomitanza con la creazione delle tre Denominazioni a Origine Controllata Colli di Luni, Colline di Levanto e Cinque Terre e, nel 2001, della creazione della Indicazione Geografica Tipica del Golfo dei Poeti, Igt della Liguria di Levante dal 2011.
La Denominazione IGT permette una maggiore libertà nell’interpretazione del territorio per la costruzione del vino rispetto alla DOC, e oggi sono diverse le aziende vinicole e le cooperative di produttori locali che, sempre nell’ambito della tradizione, sperimentano nella produzione di nuovi vini, biologici e non, e fanno sì che l’antico utilizzo di tanti terreni per la vinificazione non vadano perduti.
Salute!

 

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