UN INVITO A CASALE, SEGUENDO IL PROFUMO DEI KRUMIRI

15 Luglio, 2020

IMG-20200701-WA0037

Vi invito a Casale, la mia città, seguendo il profumo dei Krumiri.

Molti la conoscono per una vecchia pubblicità dei famosi biscotti (non quelli originali però), altri perché un parente ha prestato qui il servizio militare ma questa cittadina tranquilla che guarda il Po e ha uno scialle di colline, in passato è stata capitale del Monferrato.

Potrei cominciare raccontandovi di Aleramo e della leggenda del suo veloce cavallo ferrato con un MON (in dialetto significa “mattone”, da cui Mon-ferrato), che gli ha permesso di conquistare questo grande territorio collinoso e fertile… Potrei parlarvi della dinastia Paleologa dei Gonzaga ma non lo faccio. La storia monferrina è complessa anche se affascinante: quello che importa sapere è che Casale è antichissima e che la storia italiana è passata di qui.

Vi accompagnerò, come faccio con gli amici che vengono a trovarmi per la prima volta, mostrandovi i monumenti più interessanti del centro storico di Casale.

Il primo edificio importante che incontrerete arrivando dal ponte sul Po è il Castello, l’antica roccaforte rinascimentale.

Vista la sua posizione geografica Casale fu sempre un luogo strategico e questa fortezza, rimaneggiata nei secoli, punto difensivo fondamentale. Passeggiando intorno al fossato troviamo infatti una statua intitolata “La Difesa”, una figura femminile rivolta verso il Po in atteggiamento guerresco, del tipo: – State attenti! -. Ora il Castello per fortuna è un

contenitore per eventi, mostre, concerti, sede della biblioteca dei ragazzi e vi si trova anche l’Enoteca del Monferrato, dove ora possiamo sederci a degustare un buon vinello! Cin cin.

Proseguiamo il giro: affacciato su Piazza Castello c’è il Teatro Civico. Alcuni sostengono che il suo interno sia un “Teatro alla Scala in miniatura” e io concordo. La stagione teatrale comprende prosa, concerti e danza.

E mentre si cammina nelle strade della cittadina, spesso assale il profumo dei Krumiri, i biscotti Rossi di Portinaro, si dice ispirati ai baffi di Re Vittorio Emanuele.

Imboccando via Saffi subito si vede la Torre Civica, simbolo della città, detta anche Torre di Santo Stefano perché si trova accanto all’omonima chiesa ma campanile non è.

Proseguendo ancora arriviamo in Piazza Mazzini, il cuore del centro e qui dobbiamo avere un grande autocontrollo sulle nostre papille gustative, perché in alcuni giorni si sente il profumo dei Krumiri Rossi di Portinaro (quelli originali) che vengono sfornati lì vicino e fanno venire l’acquolina in bocca solo annusando l’aria. Questi biscotti dall’aspetto ruvido e ricurvo sono stati inventati nel 1878 dal pasticcere Domenico Rossi, si dice per onorare il Re Vittorio Emanuele II, morto in quell’anno.

I “baffi a manubrio” del Re Galantuomo sembrano aver ispirato la curvatura del dolcetto. Riguardo al nome “Krumiro”, non ci sarebbe alcun riferimento politico ma alcuni pensano che derivi dal nome di un liquore dell’epoca. Il signor Rossi ricevette per la sua creazione diversi premi, tra i quali uno molto importante all’Esposizione Universale del 1884, che la fece conoscere in tutta Italia, allora neonata.

I Krumiri, ora esportati nel mondo, sono sempre gli stessi. Nonostante il forno sia stato da tanto tempo rilevato dalla famiglia Portinaro, sono ancora creati artigianalmente nel medesimo laboratorio, inscatolati a mano uno per uno nella confezione tradizionale con lo stemma sabaudo e incorniciata di rosso.

Non c’è famiglia casalese che non abbia in casa almeno una di queste scatole di latta. Mia nonna ci teneva il necessario per cucire, mia zia i biglietti d’auguri e io, da piccola, le figurine. E non c’è bambino che, afferrando un krumiro prima di mangiarlo, non se lo sia appoggiato tra naso e labbro a mo’ di baffo!

C’è chi dice di conoscere la ricetta dei Krumiri: non credeteci, quelli originali sono inimitabili e hanno un ingrediente segreto: forse con uova, zucchero e farina è amalgamata la storia di Casale.

Proprio a pochi passi dal negozio di Portinaro vi accompagno a vedere uno dei “pezzi forti” della mia città: la Cattedrale di Sant’Evasio.

A me piace molto la sua facciata semplice, costruita in cotto e pietra tufacea tipica della zona e dare uno sguardo all’interno è d’obbligo perché il suo atrio è davvero molto particolare.

Vi invito poi a passeggiare per via Roma, quella coi portici e a lasciarvi incuriosire dalle sorprese che troverete nei portoni delle sue piccole traverse.

Si potrebbe per esempio visitare la Sinagoga barocca, un gioiello nascosto nell’ex ghetto ebraico, oppure visitare il Museo Civico e la Gipsoteca del grande scultore Bistolfi. Possiamo anche vedere il parco ma…si è fatto tardi!

Torniamo al Po e all’imbarcadero ci godiamo un tramonto monferrino.

Spero che la gita vi sia piaciuta, avrei ancora tanto da mostravi e da raccontarvi davanti a un bicchiere di buon vino, magari accompagnato da un piatto di agnolotti… ma questa è un’altra storia.

A presto!

Simona Martinotti

Follow

0 comments

Leave A Reply

Related Posts

Card image cap

In Monferrato, l’appuntamento è nel vigneto: arte e vino a Castelnuovo Calcea

Card image cap

UN INVITO A CASALE, SEGUENDO IL PROFUMO DEI KRUMIRI

On this website we use first or third-party tools that store small files (cookie) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (technical cookies), to generate navigation usage reports (statistics cookies) and to suitable advertise our services/products (profiling cookies).
Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience. Cookie policy