Fiera-food, la versione spezzina dello street food

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Un tempo erano solo croccante e nocciole, oggi in fiera si trova di tutto, dallo spuntino al dolce. Ecco perché quasi nessuno resiste al fascino del “farsi un panetto in fiera!”

A me la fiera non fa impazzire. Mi faccio un panetto e poi via”  non sono pochi gli spezzini che parlano in questo modo della fiera di San Giuseppe. Se la folla e la confusione non piacciono a tutti, pochi sono quelli che resistono al fascino di un pranzo (o una cena) all’aperto, passeggiando nella prima aria primaverile.
Un tempo, mangiare “in fiera” (si dice rigorsamente “in fiera”, non “alla fiera), significava poche cose: panino (o piadina) con la porchetta, qualche dolciume.
Oggi tra i banchi della fiera di San Giuseppe si trova di tutto: dalle caramelle al fritto misto. Ecco una veloce rassegna di quello che si può trovare.

Pane e porchetta

Fiera di san giuseppe, panino con la porchetta

Panino con la porchetta alla Fiera di San Giuseppe, foto Luciana Lotti

Intramontabile, eterno, un vero e proprio simbolo. Il panino con la porchetta si è affermato negli anni come icona del “Fiera-food”.
Ci sono spezzini che si vantano per tutto l’anno di sapere quale sia il banchetto con la migliore porchetta e altri che interrogano – come fosse un oracolo – l’amico che dice di conoscere tutti i porchettari della rassegna e di poterli portare dove c’è il panetto perfetto.
Il panino con la porchetta (se non si è vegetariani) racchiude l’essenza stessa del Fiera-food e gli appassionati del genere guardano con disprezzo le sue variazioni, tipo piadina o focaccia con porchetta.

La piadina con tutto dentro

Se si vuole essere trattati con rispetto dal piadinaro di turno, bisogna chiedere almeno tre ingredienti (la triade base è salsiccia, crauti/cipolla e una salsa), ma se si vuole entrare nell’olimpo dei gourmet del Fiera-food bisogna chiedere: “Mettimici tutto, anche il piccante!”.

La farinata

Dall’edizione 2015 alla Fiera di San Giuseppe si trova anche la farinata. Nel caso qualche spezzino – che vaga per giorni e giorni tra i banchetti – si sentisse sperso e ne avvertisse la mancanza, ora può trovarla.
L’anno scorso c’era un banchetto, con tanto di forno a legna, che arrivava da Alessandria, quest’anno c’è in piazza Europa lo stand del consorzio della Farinata spezzina (ci sono dentro alcuni dei mostri sacri della nostra farinata).
I primi approcci degli spezzini sono stat in genere un po’ disorientati, ma poi è stato un boom.

Il fritto misto

Basta con questa storia che il pesce si mangia solo al ristorante o a casa! È possibile girare tra i banchi della Fiera di San Giuseppe e gustarsi un bel cartoccio di fritto misto (si trova al molo, la bancarella davanti la pescheria).
Alla fine gli inglesi, nella loro sciagurata tradizione gastronomica, sul Fish and Chips hanno costruito una fortuna.
Questo può essere tranquillamente il nostro Anciue and Fish! E dighe steca.

Reparto dolci: per tutti gusti

Fiera di San Giuseppe, bombolone

Fiera di San Giuseppe, il bombolone. Foto Caterina Spagnoli

Alla fiera di San Giuseppe è possibile mangiare dolci dalla sera alla mattina: bomboloni, zeppole, croccante, caramelle, negrottini. Sembra che per le prossime edizioni gli organizzatori prevederanno due migliorie: una clinica mobile per fare fronte alle crisi diabetiche dei visitatori che esagerano; un team di psicoterapeuti che aiuta i genitori a trascinare via i bambini dalle bancarelle di dolci che li ipnotizzano.

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