bozi di Punta Pineda

I bozi di Punta Pineda, piscine bellissime e quasi impossibili

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Cinque TerreI bozi di Punta Pineda – vasconi naturali protetti dalle rocce e in passato usati per ricavare sale dall’acqua marina – sono una località di mare tanto bella quanto esclusiva. Difficili da raggiungere, sono la piscina più scenografica della Liguria.

 
Le Cinque Terre sono il gioiello più brillante della riviera spezzina, quello che attira sguardi e turisti da tutto il mondo. Ma è nelle discese a mare dei borghi di Tramonti che il territorio spezzino nasconde – con ancor maggior gelosia – i suoi diamanti più preziosi. Punta Pineda e le sue piscinette (ndr. i bozi, in dialetto) sono tra gli angoli di mare segreto più suggestivi ed esclusivi che la provincia spezzina custodisca. Un luogo esclusivo perché non molto frequentato, ma soprattutto perché difficilmente raggiungibile.
 
 

I bozi: selvagge piscine in riva al mare aperto

Se si è però disposti e pronti ad affrontare la fatica, il paesaggio di punta Pineda ripagherà dello sforzo. Dopo un sentiero fatto di tanti gradini – con più di un tratto esposto – roccia, fichi d’india, passaggi tra le terrazze coltivate di Campi, si raggiunge il mare. Lo sguardo corre dal Tino alla costa delle Cinque Terre, in un silenzio che fa toccare l’infinito.

Un particolare della scalinata per la Pineda. Foto Davide Pitto

Qui, di fronte al mare aperto, la scogliera assume una forma unica: nel silenzio, le rocce costituiscono una barriera naturale dietro cui  – riparate dalle onde – si trovano i bozivasconi naturali di roccia dove l’acqua di mare entra e crea un favoloso “effetto piscina”, protetta dal sale lasciato sui bordi dall’acqua evaporata.
Ecco un video che raccoglie alcune immagini di punta Pineda realizzato da BAD:

 

Come si arriva?

Per raggiungere Punta Pineda si può partire dalla Litoranea. Provenendo dalla Spezia, superata la galleria di Biassa e il ristorante Due Gemelli si incrocia un bar. Poco dopo, ecco l’accesso al sentiero che – dopo molta fatica – condurrà al mare.
Tra le varie scalinate di Tramonti quella da imboccare è quella di Campi. Come detto, non è una scalinata banale: sono 260 metri di dislivello senza respiro, guardando l’azzurro del mare e camminando in mezzo alle rocce.

 

Dopo il Salto della Lepre, il percorso si addentra nel bosco in un tratto piuttosto selvaggio e disabitato, particolarmente pacifico e tranquillo, che a volte si apre ancora sulla costa per offrire panorami unici, fino a che si scende finalmente a Framura, preannunciata dalla spiaggetta del porticciolo su cui domina una piccola statua della Madonna.

La scalinata è assai delicata, bisogna dunque avere cura di informarsi adeguatamente (lo ripetiamo una volta di più) sulla effettiva percorribilità del percorso (N.B. a fine 2015 il percorso era percorribile).
Il cammino può durare 40 minuti a scendere e un’ora abbondante a risalire.

 

bozi di Punta Pineda 
I bozi, punta Pineda. Le piscinette protette dalla roccia e a contatto con il mare aperto. Foto Davide Pitto, fonte http://luoghidasogno.altervista.org/

In ragione della loro conformazione naturale, i bozi sono stati utilizzati dalla gente del posto fino al secondo dopo guerra come salina. La bassa profondità delle “piscinette” infatti favorisce l’evaporazione dell’acqua marina, che lascia così depositato sulla roccia il sale.

Un tempo, i contadini di Biassa favorivano questo processo utilizzando rudimentali teglie di lamera sotto cui accendevano il fuoco.

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