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Il risveglio dopo il lockdown


I sentieri in Val di Vara sono un’ottima alternativa per chi, come me, ama il contatto a  360 gradi con la natura. La scorsa primavera, quando dopo quasi 2 mesi di lockdown si poteva finalmente uscire di casa, ho trovato molto piacevole addentrarmi nei boschi, percorrere corsi d’acqua, salire le montagne nella verdissima valle del biologico. Me ne sono talmente innamorata che nel giro di qualche mese mi ci sono trasferita in pianta stabile.

Durante l’estate 2020 la Val di Vara ha avuto una crescita degli afflussi turistici: molti viaggiatori infatti hanno optato per la calma e il verde dell’entroterra come alternativa agli affollati paesi costieri. Complice il distanziamento imposto dalla pandemia, sono state molte le persone che hanno trovato qui l’evasione dal caos e dal sovraffollamento che stavano cercando. 

Sono numerose le esperienze che si possono vivere nella Valle del Bio

La Val di Vara è una meta sottovalutata ma che è in grado di incontrare i gusti di gran parte dei viaggiatori. Infatti oltre alle escursioni e al trekking i più attivi potranno cimentarsi in esperienze adrenaliniche come il rafting e il parco avventura (che comprende anche lo zip line da albero ad albero più lungo d’Italia), le passeggiate a cavallo e in mountain bike, per non parlare di molte strade della zona che si prestano molto bene per essere percorse con la motocicletta. Gli amanti dell’enogastronomia invece potranno ad esempio visitare il caseificio di Varese, che produce formaggio e latticini biologici, oppure potranno recarsi presso uno dei numerosissimi agriturismi o una fattoria per assaporare prodotti tipici. C’è anche la possibilità di fare una degustazione di vino ma anche di birre artigianali.

Chi ama la cultura e l’architettura può esplorare i caratteristici borghi della Val di Vara: Varese Ligure, il borgo rotondo simbolo della Valle del Bio; Brugnato, dalla forma a chiave; Pignone, Carro, Carrodano, Calice al Cornoviglio, Follo, Maissana, Borghetto, Zignago, Suvero. Ognuno dei paesi della zona ha caratteristiche storiche uniche, origini antichissime, elementi culturali da scoprire. Sono presenti anche musei, come quello archeologico di Zignago, il museo diocesano a Brugnato, il museo mineralogico di Carro e sono inoltre rimasti ben conservati castelli visitabili come ad esempio quello di Calice al Cornoviglio oppure quello di Madrignano. Gli amanti dello shopping infine troveranno a Brugnato il 5 Terre Outlet Village, sede di negozi di rinomate firme italiane e straniere.

Cenni storici della Val di Vara

I primi insediamenti in questo territorio risalgono addirittura al Paleolitico, anche se nell’Età dei Metalli c’è stato un più intenso popolamento. Ne sono dimostrazione i reperti rinvenuti all’interno delle grotte carsiche della Val di Vara, che però purtroppo al momento non sono visitabili.
In seguito il territorio fu dimora delle tribù liguri, dedite soprattutto alla pastorizia, all’agricoltura e allo sfruttamento delle risorse minerarie. Successivamente l’area entrò a far parte dell’Impero Romano. Ma il processo di conquista non fu affatto facile: infatti i liguri erano soliti a tendere delle imboscate alle milizie romane che percorrevano le strade della Val di Vara, solitamente a valle lungo i corsi d’acqua. I popoli locali, nascondendosi tra la vegetazione, in posizione sopraelevata, attaccavano i romani scagliando contro di loro massi e tronchi d’albero, mettendo in questo modo in fuga i nemici. 
In parallelo all’Impero Romano, il territorio della Val di Vara subì la conquista delle popolazioni bizantine e longobarde. Queste ultime imposero il cristianesimo edificando chiese e monasteri e la Val di Vara faceva parte della diocesi di Luni. Dal XII secolo infatti l’aerea iniziò a far parte della diocesi di Brugnato. 


Durante il Medioevo il territorio si vide conteso tra diverse famiglie come ad esempio i Malaspina, i Fieschi, i Da Passano. A metà del 1500 la Val di Vara divenne territorio della Repubblica di Genova, fino alla conquista da parte di  Napoleone Bonaparte del Département Du Vara, che comprendeva il territorio della Val di Vara e anche Levanto che per l’occasione era diventato capoluogo.
Con il Congresso di Vienna il territorio divenne parte del Regno di Sardegna, successivamente Regno d’Italia.
Nel 1923 la Val di Vara entrò a far parte della neocostituita provincia di La Spezia. Durante la Seconda Guerra Mondiale inoltre la zona darà rifugio a sfollati dalle città per poi diventare terreno di scontri tra nazisti e partigiani. 

Più recentemente la Val di Vara è stata teatro di un tragico evento naturale: l’alluvione del 2011  che ha colpito anche la Lunigiana e parte delle Cinque Terre. Tra i paesi maggiormente inondati c’è stato Borghetto di Vara: proprio in questo paese ho raccolto testimonianze di chi ha vissuto l’alluvione in prima persona. Da un momento all’altro l’acqua dei torrenti in piena ha invaso la strada e il centro del paese, causando numerosissimi danni e 7 vittime. In seguito al tragico evento tutti gli abitanti del paese si sono adoperati per ricostruire la loro quotidianità che era stata portata via dal fango: chi cucinava nei tendoni da campo, chi spalava la sporcizia e i detriti, chi ricostruiva parte degli edifici distrutti, chi distribuiva i pacchi di aiuti arrivati da tutta Italia, tutta la comunità del paese ha collaborato per far fronte a questo tragico evento.

Ancora più recentemente la Val di Vara ha vissuto un incremento del turismo grazie alla posizione vantaggiosa ma allo stesso tempo lontana dal caos della costa. Si è guadagnata il titolo di Valle del Biologico, per via del suo paesaggio rurale praticamente incontaminato e per le sue tradizioni culturali millenarie ed è diventata una meta molto amata dai turisti soprattutto dall’Europa centrale e settentrionale e dalle regioni italiane del Piemonte e della Lombardia.

Un’ampia scelta di percorsi da vivere con la mascherina in tasca

Il territorio vanta di avere una fitta rete escursionistica, probabilmente anche grazie alla presenza di antiche vie e mulattiere che collegavano tra di loro i borghi, ora sostituite dalle strade carrabili. I sentieri in Val di Vara, fino a poco tempo fa dismessi, stanno vivendo un periodo di riscoperta. Molti comuni, come ad esempio quello di Carro, hanno ripulito gran parte dei percorsi rinnovandone la segnaletica in collaborazione alle associazioni che si occupano della manutenzione delle reti escursionistiche locali: il CAI e il Mangia Trekking.
Dall’inizio della pandemia di Covid 19 i sentieri in Val di Vara sono diventati una valida alternativa per camminate per adulti e bambini, a piedi, a cavallo o in mountain bike in totale sicurezza e a bassissimo rischio di contagio, dato lo spazio ampio a disposizione. 

Di seguito trovate i link per alcuni dei sentieri della Val di Vara:

SULLE TRACCE DEGLI ANTICHI LIGURI: DA PIGNONE UN SENTIERO AD ANELLO SEMPLICE E AFFASCINANTE

La verde Val di Vara tra flora e fauna incontaminate

Ricordo che il primo giorno di riapertura dopo il lockdown sono andata a percorrere un sentiero nei pressi di Borghetto Vara e il mio primo pensiero è stato: “come ho fatto a sopravvivere quasi 2 mesi lontano da tutto questo?!”. Il verde degli alberi, i profumi del bosco, i fruscii di qualche animale, il sole che filtrava dalle chiome degli alberi, gli uccelli che cinguettavano… mi sembrava di essere capitata nel mezzo di un paesaggio incantato. 


La vegetazione della Val di Vara si presenta molto variegata, anche per via della differenza altitudinale del territorio: varia dalle aspre montagne e dai pascoli della parte alta, al confine con l’Emilia Romagna ai fitti boschi solcati da corsi d’acqua nella parte media, per poi assumere qualche tratto mediterraneo nella parte più bassa, al confine con le Cinque Terre. Gli alberi più comuni che si possono incontrare sono: il noce, il faggio, il pino, le acacie, le conifere, ma anche il corbezzolo e qualche esemplare di quercia. Ma è il castagno ad aver assunto un ruolo fondamentale nella storia del territorio: per via della sua larga presenza è da sempre sfruttato per ricavare legna da ardere e farina di castagne, che si può ritrovare in gran parte dei piatti della tradizione. In gran parte dei paesi di quest’area in autunno si tengono sagre e fiere tutte a tema castagna. L’autunno è la stagione ideale inoltre per la raccolta dei funghi, presenti in grande quantità nei boschi.

La Val di Vara ospita un sistema faunistico molto ricco. Spesso, durante le mie escursioni, mi è capitato di imbattermi in animali: dai cavalli selvatici che pascolano nelle montagne sopra Varese ai falchi pellegrini che sorvolano il letto del Vara, dal simpatico ululone dal ventre giallo ai cerbiatti e agli stambecchi, dalla Salamandrina con gli occhiali all’antica Lampreda di fiume, dagli scoiattoli alle istrici, alle volpi, ai ricci, ai cinghiali. Ed è proprio la natura incontaminata della zona a offrire un habitat ideale per un’innumerevole varietà di specie.

Passeggiate tra storia e natura

Un’altra peculiarità dei sentieri in Val di Vara è la loro storicità. Infatti gran parte di essi risale all’epoca romana. Spesso, percorrendo una della tratte di questa zona mi sono ritrovata davanti a ruderi di antichi mulini, menhir, antichi casolari, chiese sconsacrate.
Queste vie un tempo infatti, oltre a connettere i paesini tra di loro, li ricollegavano ai borghi costieri e al mare ed erano per lo più percorsi a piedi e con i muli. Gli abitanti della Val di Vara erano soliti scambiare con coloro che popolavano le Cinque terre e la costa in generale carni da macello, prodotti agricoli, castagne e suoi derivati in cambio di pesce, sale e prodotti ittici. 
Alcuni sentieri inoltre furono tracciati in modo da attraversare paesi, come Borghetto o Mattarana, che sotto gli antichi romani fungevano da mansio, ovvero rappresentavano una sorta di sosta per gli ufficiali delle legioni in spostamento. Con il passare degli anni le mansio ospitarono delle vere e proprie locande non solo per i militari ma anche per i commercianti e i viaggiatori.

Una bella mangiata dopo il trekking

Una cosa che adoro della Val di Vara è la cucina. Infatti la zona presenta diversi ristoranti, trattorie agriturismi ma anche sagre e feste campestri tutti all’insegna della tradizione, dei prodotti di stagione e del buon cibo. 
Il mio periodo preferito per gustare le prelibatezze locali è senza ombra di dubbio l’autunno, ricco di funghi (porcini, galletti, sanguigni, mazze di tamburo) preparati in diversi modi: fritti, trifolati, al forno, con tagliatelle fatte in casa, con polenta. Per non parlare delle castagne arrosto, bollite, lavorate sottoforma di farina per la produzione di pasta, frittelle e castagnaccio. Tutto il resto dell’anno si possono gustare deliziosi ravioli, pansotti e pasta fatta in casa e una grande varietà di carni (il coniglio alla ligure viene qui cucinato in maniera deliziosa) e selvaggina. Inoltre la Val di Vara non è solo famosa per i suoi piatti tipici della tradizione ma anche terra di veri prodotti autoctoni come la patata di Pignone, il pisello nero di L’ago, il gambetto di Calice al Cornoviglio, le torte di erbetti ecc. Interessanti sono i metodi di realizzazione, coltivazione e produzione di questi prodotti che hanno reso possibile l’etichettatura di biologico. 

Una scelta che accontenta tutti

Chi ama la pace e la tranquillità, chi invece preferisce l’avventura e l’adrenalina o chi vuole semplicemente godersi la natura lontano dalle masse, troverà nella Val di Vara un’ottima destinazione per far fronte alle esigenze di tutti.
Un altro punto a suo favore è la vicinanza con le Cinque Terre, con La Spezia e il Golfo dei Poeti ma anche con il Golfo del Tigullio. L’entroterra spezzino è una valida alternativa agli affollamenti delle zone costiere, soprattutto in questo periodo di maggiore preoccupazione e attenzione. Chi come me ama lo sport all’aria aperta e il trekking in totale tranquillità e il relax lontano dalla folla troverà nella Val di Vara l’occasione di trascorrere una giornata, un week end o una vacanza rigeneranti, senza il pensiero e la paura della pandemia. Una destinazione adatta a giovani, adulti, bambini, anziani, gruppi di amici e famiglie, un perfetto connubio tra natura, buona cucina, aria aperta, sport, cultura, relax. 

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