La Scala dei Condannati: la bellezza maledetta della Palmaria

La Scala dei Condannati sale dal Terrizzo fino alla vetta dell'Isola Palmaria. Una camminata lungo la strada percorsa dagli ergastolani impegnati nei lavori forzati per la costruzione di Forte Cavour

 

L’arcipelago spezzino racchiude – nelle sue tre piccole isole – più di un motivo di fascino e di interesse. La Palmaria, che già si lascia apprezzare per la limpidezza delle acque e la natura selvaggia, è un’ottima meta non solo per i bagnanti, ma anche per chi ama il trekking. Tra i vari percorsi che attraversano la superficie dell’isola, uno ha una storia particolare e “maledetta”: la Scala dei condannati.

La Scala dei condannati: lungo i gradini per punizione

A poca distanza dal punto di sbarco del Terrizzo (i traghetti lo raggiungono dalla Spezia e da Portovenere), procedendo verso la punta dell’isola che si affaccia sulla chiesa di San Pietro a Porto Venere, si incontra sulla sinistra il segnale della Scala dei condannati (o Strada dei Condannati).
Nonostante il nome possa scoraggiare e lasci presagire una salita sfinente, si tratta di un sentiero che non presenta particolari difficoltà e che in circa 40 minuti – coprendo un dislivello di 150 metri – porta sulla vetta dell’isola Palmaria.
La scalinata, che si arrampica con aspetto maestoso verso la cima dell’isola, eredita il nome dall’Ottocento, quando ogni giorno veniva percorsa da centinaia di condannati (soprattutto ergastolani) che venivano portati sull’isola per prendere parte ai lavori di costruzione del Forte Cavour.

Lungo la Scala dei Condannati, sull’Isola Palmaria, straordinari panorami si aprono su Porto Venere - Ph. Gulliver.it

In mezzo al bosco si aprono panorami di straordinaria bellezza

Per buona parte del percorso, la scalinata – che intercetta più volte la strada carrozzabile – procede in mezzo alla boscaglia.
Gli ampi scalini, lastricati di pietra, sono immersi nella tipica flora mediterranea, con timo e ruta che accompagnano e profumano il cammino. In una camminata senza particolari strappi, dunque, è possibile farsi l’idea di quale sia la vegetazione tipica dell’arcipelago spezzino (che anche a livello di fauna presenta alcune vere e proprie peculiarità, come la lucertola che vive solo tra Tinetto e Palmaria).

 

Quando la vegetazione si dirada e concede allo sguardo di spaziare, si possono godere straordinari panorami sul Cavo e la bellissima Porto Venere con la chiesa di San Pietro a segnare il confine con il mare aperto.

Forte Cavour: idea napoleonica, realizzazione sabauda

La Scala dei Condannati conduce al Forte Cavour, sulla vetta dell’isola Palmaria. A pensare di utilizzare quella posizione per costruire una fortezza furono già i francesi – durante il periodo napoleonico della Repubblica Ligure a inizio Ottocento – ma il progetto venne concretamente realizzato dai piemontesi durante il regno di Sardegna.
I primi disegni vennero realizzati poco prima della metà dell’Ottocento e nel 1861 – anche grazie al lavoro dei condannati – la costruzione del forte era già conclusa. Pensato su due piani, ma realizzato in unico piano, il forte poteva ospitare, sotto la sua copertura antibomba, circa 330 uomini.
Oggi, la fortezza non è visitabile, in attesa che prenda piede la ristrutturazione e la trasformazione per attività turistiche delle vecchie proprietà del demanio.

 

#golfodeipoetiexperience

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