Lerici, storia, poesia e avventura di mare

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Lerici è il luogo dei poeti del Golfo, in cui cultura e attività outdoor si fondono per godere della meravigliosa costa del Golfo dei Poeti.

Lerici si trova all’estremità orientale del Golfo dei Poeti, e la sua storia ha contribuito molto a tale nome. Infatti, Lerici è stata amata in particolare dai poeti romantici, ma anche in tempi più recenti.

Dalla costa di Lerici e dalle sue alture si può apprezzare la vista più suggestiva del Golfo, e per questo motivo è stata spesso scelta da nobili da tutto il mondo per la costruzione di sontuose ville, una delle più belle è senz’altro Villa Marigola, appartenuta a una famiglia dell’aristocrazia sarzanese e dotata di uno dei più significativi esempi di giardini all’Italiana del Paese.

Cosa troverai in questo articolo

Ma Lerici è senz’altro, prima di tutto, un piccolo borgo costruito nel più caratteristico stile medievale della Liguria, possiamo anzi dire che di questi rappresenta l’ultimo importante “baluardo”. Scendendo a sud di Lerici i cosiddetti “spiaggioni” di punta Bianca e Punta Corvo spezzano con i loro speroni rocciosi
l’inizio della più bassa e sabbiosa costa toscana. E questa posizione al limite certamente ha segnato in passato la storia di Lerici, lungamente contesa in epoca medievale tra le Repubbliche di Genova e Pisa. Il suo castello fortificato è stato al centro di guerre per il controllo della costa proprio per la sua posizione così strategica.
Oggi Lerici è soprattutto un centro turistico, con un grande porto di imbarcazioni private e una bellissima passeggiata sul mare scelta spesso dagli spezzini, che la raggiungono in pochi minuti, per il relax del fine settimana. Dal lungomare si raggiunge a piedi la vicina San Terenzo, altro borgo medievale dominato dal suo castello, e nelle giornate più calde si indugia spesso sulle spiagge sabbiose che si alternano agli scogli, piuttosto rare nella provincia. Ed è decisamente per gli amanti del mare che Lerici è un luogo da sogno, la sua intera costa offre scorci, spiagge, calette, grotte, borghi marinari tutti da scoprire. Su tutti spicca senz’altro Tellaro, dalla bellezza unica e intramontabile.
Lerici si distingue nell’offerta turistica per l’ampia scelta di attività outdoor e dai numerosi ristoranti e locali notturni che animano la vita non solo nella stagione più alta delle frequentazioni turistiche.

Cosa fare a Lerici

Non solo la cultura è protagonista a Lerici. Le attività di outdoor sono molto praticate sulla costa di Lerici, come si può vedere sul sito del comune dedicato alla cultura e al turismo, sul quale si possono prenotare tante esperienze da vivere nella località marinara. La costa bassa di Lerici e “l’onda lunga” che vi si rifrange, oltre alla costante calma del mare protetto dal Golfo di Spezia, consente di praticare molti sport acquatici. In estate è un pullulare di attività in mare, anche tra le più strane: kayak, surf, SUP, diving, windsurf, water biking… Ma non solo, i circuiti di e-biking di Lerici e Montemarcello sono tra i più amati dai professionisti di questo sport, ma anche da chi vuole ammirare il Golfo dalle alture di lerici con uno dei bellissimi tour in e-bike di Lerici.
Anche il trekking è tra le attività più amate di chi visita Lerici, perché le sue alture offrono una prospettiva straordinaria sulle bellezze del Golfo dei Poeti.

La costa di Lerici è ideale da visitare in barca, per poter apprezzare tutte le sfumature di questa costa frastagliata e panoramica. Ci sono tantissime possibilità per prenotare esperienze in barca a vela o a motore e anche per imparare a stare in mare: la Scuola di Mare di Santa Teresa è un’importante realtà a livello nazionale per apprendere l’arte di stare in mare.

La vista di Lerici e del Golfo dei Poeti dalla località La Serra. Ph. Samuele Bertoli

10 cose da fare a Lerici

Le spiagge di Lerici

Nelle borgate, è uso comune anche tuffarsi dagli scogli, alcuni dei quali permettono di sdraiarsi piuttosto comodamente.
Altre spiagge fuori dalla baia di Lerici sono la bella spiaggetta dietro al Castello, anche detta spiaggia di San Giorgio, di solito raggiungibile con un tunnel pedonabile nella stagione estiva, ma non sempre aperta. Altre due spiagge seguono la prima, e sono spesso chiuse all’accesso pedonale (vi si arriva bene in kayak).
Allontanandosi dai borghi, la Spiaggia della Baia Blu, di Fiascherino e la spiaggia privata dell’Eco del Mare.
Scopri la nostra guida alle spiagge della Spezia per avere tutti i dettagli per raggiugnere le spiagge più belle!

Le spiagge di Lerici sono tra le più amate del Golfo dei Poeti sia dai locali che dai visitatori per i litorali sabbiosi e sabbiosi, piuttosto rari nel territorio spezzino. Anche i servizi sono ottimali rispetto ad altre spiagge della Spezia. Le spiagge più note di Lerici sono:

– La Venere Azzurra (in parte stabilimento privato)
– Il Colombo (stabilimento privato)
– Il Lido (stabilimento privato)
– La spiaggia di San Terenzo (spiaggia libera)
– La spiaggia di Marinella (spiaggia libera)

Le spiagge della Spezia
€3.00

Castello di Lerici

Il grande, bellissimo castello di San Giorgio sorge su un piccolo promontorio montuoso detto “il poggio”, propaggine del Monte Caprione, il monte “custode” di Lerici.
Nel II secolo d.C un piccolo sperone per l’attracco tra Pisa e Genova viene menzionato da Claudio Tolomeo nella sua Geografia. Intorno al decimo secolo è l’importante famiglia longobarda degli Obertenghi a controllare il territorio e a cederlo gradualmente al controllo dei feudi locali. I Signori di Vezzano, che controllavano Lerici, sono coloro che cedettero il dominio del borgo ai genovesi che così, insieme a Portovenere, ottennero il controllo su tutto il Golfo della Spezia. Ma probabilmente è ai pisani che si deve la prima costruzione del castello e lo sviluppo di Lerici come centro commerciale. Arrivarono nel 1241 in seguitò alla battaglia persa dai genovesi all’Isola del Giglio. Genova poi riconquistò Lerici, ma il piccolo borgo era destinato a diventare teatro di aspri scontri tra Guelfi e Ghibellini e di numerose distruzioni del piccolo borgo, seppure il castello non venne mai distrutto.
In seguito le dominazioni di aragonesi, Medici, di nuovo genovesi e poi i francesi di Napoleone e gli inglesi si succedettero nel castello, fino ad arrivare al Regno d’Italia che decretò per sempre la fine delle contese.

Prenota la visita al Castello di Lerici:

La visita al castello di Lerici è possibile in questi orari dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 16, da martedì a domenica (lunedì chiuso).

La Passeggiata letteraria

Sul Lungomare della Venere Azzurra, camminando verso San Terenzo, si trovano 33 targhe commemorative e i leggii, a memoria dei poeti vincitori dello Premio di poesia annuale Lerici Pea. Si tratta della prima “walk of fame” della Poesia d’Italia, che Lerici ha ideato in onore della fama di ispirazione poetica sempre viva nel Golfo. Ogni anno sarà aggiunta una nuova targa.
È la Walk of Poetry, inaugurata nel 2019 per ricordare i 70 anni dalla morte di Sem Benelli, ideatore del nome “Golfo dei Poeti”. Al commediografo è stata dedicata anche un tratto della passeggiata a mare di San Terenzo.

San Terenzo

Il borgo di San Terenzo è strettamente collegato a Lerici e alla sua storia, trovandosi all’estremità opposta della piccola insenatura dove i castelli dei due borghi si guardano. Camminando da Lerici, occorrono circa 20 minuti da Castello a castello. Arrivati nel borgo, la piccola folla di “gozzi” colora la piazzetta Brusacà

San Terenzo è cresciuta col commercio del vino e dell’olio prodotto nell’entroterra lericino. Il nome originale di Portiolo (porto dell’olio) su sostituito quando Terenzio, un ricco pellegrino scozzese sbarcò in epoca medievale e donò al paese beni materiali e spirituali, e qui fu nominato vescovo di Luni.
Una lapide ricorda ringraziamento di Garibaldi che qui venne, ospitato dalle tante giubbe rosse che da qui si unirono all’impresa dei mille.

Il castello che domina il piccolo borgo fu costruito nel 1360 ed ha una storia molto diversa da quello di Lerici, perché e non fu voluto da alcun potere superiore fu costruito dagli abitanti per autodifesa. Infatti non c’erano eserciti o regnanti, ma una successione di abitanti del borgo, che si assunsero il ruolo di difensori militari, dapprima come guardiani con una torre di avvistamento, e poi come difensori dalle invasioni saracene con un bastione (da qui il soprannome Tana dei Turchi.
In epoca più recente si unì negli sforzi di difesa della baia in comune con Lerici e il suo castello.

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