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I musei della Spezia

Per chi desidera fare qualche visita culturale nella città della Spezia, ci sono diverse opportunità per scoprire arte, tradizioni e tecnologia in alcune importanti esposizioni stabili. Di seguito alcuni dei più importanti musei spezzini.

Museo Navale – Museo navale e della tecnica navale Via G. Amendola, 1; biglietto: 1.55€; dalle 8.00 alle 19.30 da lunedi a domenica

Museo Amedeo Lia – Collezione d’arte italian dal XIII al XVIII secolo Via del Prione, 234; biglietto 7€ da Martedi a Dimenica dalle 10 alle 18

Camec  – Centro di arte Moderna e Contemporanea Piazza C. Battisti, 1; biglietto 5€; da Martedi a Domenica dalle 11 alle 18

Museo del Sigillo – Collezione di sigilli da tutto il mondo Mercoledi e Giovedi dalle 15 alle 18 da Venerdi a DOmenica 10-13 /15-18; chiuso Lunedi e Martedi. Biglietti: 3,5€

Museo Etnografico – una collezione completa di materiali e manufatti artistici da Lunigiana e Val di Vara, a partire dal 18° secolo. Via del Prione, 156 – martedi, 10.00-12.30 da Venerdi a Domenica 10-12.30/16-19
La sala delle Polene del Museo Navale della Spezia

1 – Museo Navale

Il Museo Navale della Spezia è uno dei musei più interessanti della città e certamente il più importante museo navale italiano, il secondo in importanza nel Mar Mediterraneo e il primo in termini di sviluppo della tecnologia dei cantieri navali.

L’entrata è situata proprio accanto al portale principale dell’Arsenale militare, area militare che è stata soggetta alle norme di sicurezza internazionale, che proibiscono l’ingresso all’Arsenale fino a nuovo avviso; ma visitando il Museo Navale è possibile accedere a una parte di essa. 

Il Museo Navale della Spezia raccoglie un ricco patrimonio di testimonianze di civiltà, tecnologia e cultura, legati alla storia navale della nautica dalle origini fino ad oggi: modelli, mappe, polene, medaglie, bandiere navali, armi militari e fornisce uno sguardo sull’evoluzione tecnica legata al mare e alla navigazione.

La sala dell’evoluzione navale ospita una preziosa raccolta di modelli in scala navale risalenti all’epoca dell’Unità d’Italia che descrivono le tecniche veliche dell’epoca, oltre a modelli di quasi tutte le principali unità italiane varate tra il 1860 e il 1910 nell’arsenale della Spezia e quelli delle navi italiane della seconda guerra mondiale. Tra le reliquie più antiche, una collezione di polene appartenenti a imbarcazioni del XV, XVI, XVII secolo. Tra questi, vale la pena citare la misteriosa scultura femminile in legno, chiamata Atalanta, che si ritiene possa affascinare col suo sguardo chi la guarda a lungo.

La sala del mezzo d’assalto raccoglie una vasta documentazione risalente alla prima guerra mondiale, tra cui il famoso modello Grillo “Cricket” (MAS 15, siluro armato) e un prototipo della bomba con cui Rossetti e Paolucci affondarono nel porto di Pola l’austriaco corazzata Viribus Unitis il 1 novembre 1918.

La sala delle armi subacquee segue l’evoluzione del siluro, dal prototipo utilizzato dalla Marina nel 1875 per i vari tipi utilizzati nella prima e seconda guerra mondiale. L’evoluzione delle miniere sottomarine è dimostrata dalla presenza di copie originali utilizzate durante le guerre mondiali.

La stanza dedicata alle armi antiche, infine, include tra l’altro due mortai moreschi risalenti al XVI secolo, un cannone turco del 1521, due piccole bombe del 1784.

Di particolare interesse, infine, la documentazione fotografica dei primi esperimenti radiofonici di Guglielmo Marconi con stazioni di ricezione mobili situate sul ponte di navi militari alla fine del XIX secolo.

2 – Il Museo d’Arte Amedeo Lia 

Il Museo d’arte Amedeo Lia della Spezia è una collezione d’arte situata nella zona pedonale del centro storico della città. L’edificio che ospita il museo è l’ex convento dei monaci di San Francesco di Paola, costruito nel 1616. Dal 1798, in seguito alla persecuzione anticlericale giacobina, il convento divenne prima un ospedale militare e poi un ospedale civile. Dopo la costruzione del nuovo ospedale l’edificio fu lasciato in stato di abbandono a lungo, divenne una residenza dal 1914, e dopo la guerra venne utilizzato come sede del tribunale distrettuale e come uffici municipali. Negli anni novanta, in seguito alla donazione fatta da Amedeo Lia e dalla sua famiglia alla città della ricca collezione d’arte, fu necessaria una ricostruzione del bellissimo edificio per renderlo adatto a ospitare appunto il museo Lia.

Il Museo civico “Amedeo Lia” ospita una delle più prestigiose collezioni d’arte internazionale classica e della tarda antichità, dal Medioevo e infine al Settecento. In particolare, la cosiddetta sezione “primitiva” è una vera gemma con oltre settanta tavole di vari artisti; anche molti gouaches e dipinti (tra cui Vincenzo Foppa, Pontormo, Tiziano, Tintoretto, Sebastiano del Piombo, Giovanni Cariani, Gentile e Giovanni Bellini, Bernardo Bellotto, Canaletto).

 

L'autoritratto del Pontormo esposto al Museo Amedeo Lia
Le'ntrata del CEntro di Arte Contemporana della Spezia

3 – CAMeC

CAMeC è il Museo di arte contemporanea della Spezia, che ospita un’importante collezione donata alla Città della Spezia dai collezionisti Giorgio e Ilda Cozzani di circa 1200 tra sculture, disegni e dipinti, oltre ad una imponente collezione di arti grafiche del XX secolo.

La collezione è il risultato eccellente di frequenti viaggi dei collezionisti in Italia e in tutto il mondo, sempre alla ricerca del pezzo mancante per raccontare l’arte del ‘900, e delle conseguenti relazioni amichevoli tra i collezionisti, gli artisti e i galleristi internazionali.

I movimenti artistici rappresentati nell’interessante collezione sono Espressionismo, Bauhaus, Surrealismo, il movimento figurativo del secondo dopoguerra e molti altri gruppi di arte astratta all’avanguardia e meno noti.

Il museo ospita inoltre numerose mostre temporanee e raccoglie le opere del “Premio Golfo della Spezia”, ​​un concorso artistico nazionale iniziato nel 1933, grazie all’organizzazione di Filippo Tommaso Marinetti e Fillia, due importanti esponenti del movimento artistico del Futurismo, che credevano fortemente che La Spezia fosse l’esemplificazione della città futuristaL’evento artistico ebbe luogo fino al 1965 e fu poi ripreso nel 2000 per mantenere una cadenza biennale.
Le ormai 300 opere sono ora una mostra permanente ospitata al CAMeC.

4 – Il Museo del Sigillo

Il Museo del sigillo alla Spezia è unico al mondo, frutto di trent’anni di ricerche sul campo e collaborazioni con le più famose case d’asta e importanti studiosi del settore.

Ospitato nell’edificio neogotico del Palazzo dell’Arte “Lucio R. Rosaia” nella centralissima Via Prione, il Museo Civico del Sigillo espone millecinquecento sigilli che vanno dagli esemplari del IV millennio a. C., dell’Egitto e poi della Roma Imperiale, nella raccolta più completa di sigilli mai assemblata. La collaborazione con l’Archivio Segreto Vaticano, l’Archivio della Città Proibita a Pechino e la Maison Lalique di Parigi ha permesso di selezionare lo straordinario materiale e di realizzare, secondo gli esperti di sigillografia, una collezione unica nel suo genere in termini di qualità e quantità.

Nel linguaggio corrente il termine “sigillo” indica sia la matrice, cioè l’oggetto (in pietra, metallo, legno o altro) che ha inciso in negativo il simbolo da riprodurre e l’impronta, o lo stampo positivo ottenuto applicando il negativo su sostanze morbide (argilla, cera) o inchiostrazione.

Il periodo tra il XVIII e il XIX secolo è il più importante per la produzione di sigilli, come quelli di cristallo e vetro realizzati da René Lalique Art Nouveau esposti nella prima sala del museo. Nella seconda stanza ci sono i sigilli d’oro tra cui creazioni orafe per gli zar russi, Faberge. Infine nella terza sala sono i sigilli realizzati in Oriente che vanno dal IV secolo aC ai tempi contemporanei.

Esemplare di sigillo esposto nel Museo del Sigillo
Una stanzatradizinale esposta al Museo Etnografico

5 – Museo Etnografico

Al Museo Etnografico della Spezia sono esposti materiali permanenti di tradizione popolare della Val di Magra e della Val di Vara,  dalla metà del Settecento fino ai primi decenni del Novecento. Questi elementi della vita sociale e delle comunità rurali quotidiane della zona, profondamente mutate in seguito all’industrializzazione, offrono ai visitatori un’interessante sintesi di vita in Lunigiana nel XVIII secolo e all’inizio del XX secolo. Emerge un insieme semplice ma ricco di antiche usanze, rituali, credenze; un artigianato sapiente, capace di trasformare oggetti d’uso quotidiano in piccoli capolavori artistici.

Il museo è particolarmente notevole e ricco nella sezione tessile che espone i costumi tradizionali del diciannovesimo secolo, tra cui abiti da festa delle donne della Spezia, Sarzana e Cinque Terre, con gonne in tessuto turchese intrecciate con il tessuto locale, antenato dei leggendari jeans (la parola forse significa genovese- da Genova).

Notevole anche la sezione che documenta i gioielli in filigrana d’oro, da indossare nei giorni festivi, e la manifattura locale con croci d’argento, da cui le donne non si separavano mai mentre lavorano nei campi. Vengono anche mostrati i singolari cappelli di rafia intrecciati femminili, le cui minuscole dimensioni avevano meravigliato i viaggiatori britannici del secolo scorso che visitavano la zona. Ma anche strumenti domestici, offerte votive di devozione popolare, oggetti legati al regno della superstizione, gli strumenti dell’agricoltura o pastorizia, i mobili e gli arredi della casa, gli strumenti intagliati della filatura e della tessitura, gli oggetti delle doti delle donne date in sposa. Tutti gli elementi sono, per la loro collezione di antichità e la loro originalità, un repertorio di raro fascino e sottile seduzione.

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