Cultura

Venerio, l’eremita accogliente dell’isola del Tino

La città, o forse è meglio dire il suo mare, si prepara a festeggiare San Venerio, il santo protettore del Golfo

Il 12 e 13, 16 e 17 Settembre, si celebra sul mare del Golfo la festa di San Venerio, culto antico che venera il santo protettore dei naviganti nel golfo della Spezia. Per l’occasione, diverse opportunità per visitare l’sola del Tino, normalmente chiusa all’accesso delle imbarcazioni civili, tra cui la benedizione dei natanti e le Sante Messe. Sarà a disposizione un servizio speciale di battelli per raggiungere l’isola.

L’sola del Tino e il suo Faro, a ricordo dell’opera di San Venerio, Patrono dei Naviganti e dei Fanalisti

Ma chi era Venerio, e perché è così importante per il Golfo della Spezia?

La statua di San Venerio, dalla Cattedrale della Spezia, viene portata n processione sul mare

Venerio portava nel nome la sua origine e il legame con Portovenere, anche se per la precisione era nato sull’Isola Palmaria, intorno all’anno 560 d.C.. Era una marinaio esperto, amante della libertà e della solitudine che doveva ispirare, oggi come allora, la vista del mare infinito che si apriva ai suoi occhi. All’epoca, dobbiamo immaginare Portovenere come un centro di pescatori, il piccolo tempio romano dedicato a Venere ericina che si proiettava sul mare dalla estremità della terra era da poco stato trasformato in chiesa, e non era ancora stata consacrata ufficialmente a San Pietro. L’isola della Palmaria doveva essere selvaggia e pressocché inabitata, solo un monastero benedettino ospitava alcuni monaci, a cui Venerio decise di unirsi. Pochi anni dopo, però, forse perché infastidito dalla vita poco monastica dei suoi confratelli, decide di farsi eremita sulla piccola isola del Tino, insieme al Tinetto l’ultima propaggine del golfo che doveva essere, per la navigazione dell’epoca, specie nei giorni di tempesta, un porto sicuro dei marinai.

L’eremita Venerio diventa presto un punto di riferimento per l’accoglienza degli uomini in cerca di consigli sulla navigazione, di aiuto dal mare in tempesta e nella loro vita quotidiana.

Sono numerose le storie, sempre difficili da distinguere dalla leggenda, che raccontano la straordinaria generosità di Venerio, dedito alla preghiera e alla rinuncia, da buon eremita, ma anche al lavoro marinaresco duro, volto all’aiuto dei naviganti. Nelle notti di “luna nera” Venerio accendeva fuochi per fare luce sul mare. E c’è chi sostiene che il santo fu l’inventore della vela latina, cioè della vela triangolare che soppianta quella rettangolare perché consente di “risalire il vento”. In effetti pare che l’invenzione sia molto più antica, e sia avvenuta in Grecia intorno all’anno 150 a.C., tuttavia è molto probabile che Venerio la promuovesse, forse perché l’aveva osservata da navi di passaggio, come una vela che permetteva minor sforzo per “bordeggiare” quando il vento non è in poppa.
Venerio si industriva per aiutare gli uomini, coltivando dove in pochi riuscivano, cercando sempre nuove misure per rendere la navigazione più sicura, e dimostrandolo ai marinai di passaggio. A Portovenere la sua figura era venerata come quella di un Santo già quando era in vita, fama che Venerio rifuggiva, insieme ai doni che gli venivano offerti: il Santo chiedeva piuttosto carità verso gli altri, contribuendo a diffondere il Cristianesimo nella regione.

Il culto di San Venerio è strettamente legato alla tradizione marinaresca delle borgate del Golfo della Spezia, abitato da sempre da esperti marinai e raffinati costruttori di imbarcazioni.

Il Monastero d San Venerio sull’Isola del Tino

San Venerio morì intorno all’anno 630 d. C. e sepolto sul suo Tino. Dalla sua esperienza nacque poi un monastero di monaci che continuarono la sua opera, sopratutto evangelica, verso l’entroterra. Il culto del santo si diffuse ampiamente nel Medioevo, tanto che gli abitanti delle Cinque Terre si rivolgevano al Santo affinché li proteggesse dagli invasori del mare, i Saraceni.
Negli anni Sessanta del secolo scorso sull’sola del Tino, alcuni lavori di scavo rivelarono la «Tomba della vela» che testimonierebbe appunto la “scoperta” della vela moderna da parte di Venerio, l’intero sito archeologico è veramente suggestivo per bellezza e importanza storica.

Il Programma per San Venerio 2017, all’sola del Tino e Portovenere

Lunedì 12 settembre
Alle 17.30: Messa solenne nella cattedrale di Cristo Re, e processione sul lungomare con la reliquia e con la statua del santo, opera dello scultore Teofilo Raggio, ed il trasferimento via mare a Porto Venere.
Martedì 13 Settembre
Alle 10.30 Messa sull’isola del Tino, sede dell’antico cenobio dei monaci di Venerio. Alle 12 Angelus e benedizione delle imbarcazioni, impartita dal vescovo con la reliquia.
Sabato 16 e Domenica 17 Settembre
Per tutti sarà possibile sostare sull’isola del Tino, normalmente non accessibile al pubblico
Messa alle 11.00 e la benedizione delle barche alle 12.00 circa.

Orari dei Battelli in occasione di San Venerio 2017

PARTENZE DALLA SPEZIA:
09:10 – 10:20 – 11:30 – 14:00 – 15:15
RIENTRI DAL TINO:
10:50 – 12:00 – 14:30 – 16:00 – 17:30 Tariffe:
adulti a/r € 12,00 – bambini (6-11 anni) a/r € 8,00
PARTENZE DA PORTO VENERE
10:00 – 11:00 – 12:00 – 14:00 – 15:00
RIENTRI DAL TINO
11:15 – 12:15 – 14:15 – 15:15 – 16:20 – 17:00
Tariffe:
adulti a/r € 8,00 – bambini (6-11 anni) a/r € 5,00
PARTENZE DA LERICI
9:40 – 10:50 – 12:00 – 14:30
RIENTRI DAL TINO
11:20 – 12:30 – 15:00 – 16:10 – 17:15
Tariffe:
adulti a/r € 13,00 – bambini (6-11 anni) a/r € 8,00

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One Thought to “Venerio, l’eremita accogliente dell’isola del Tino”

  1. Stefano

    Controllate le date sono errate

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