La vista dal Convento dei Cappuccini di Monterosso

L’eremo di Monterosso, luogo del cuore annoverato tra i luoghi sacri più belli d’Italia

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Luogo magico e ricco di spiritualità, il convento dei Cappuccini di Monterosso nelle Cinque Terre ha festeggiato l'anno scorso il suo quarto centenario.

Luogo di grande valore storico e artistico, ospita tra l'altro alcuni dipinti prezioso come “La Crocefissione” attribuita a Van Dyck.

Le mura del Convento dei Cappuccini Monterosso

Il convento dei Cappuccini di Monterosso guarda al mare aperto dal colle di San Cristoforo, tra la spiaggia di Fegina e il borgo che proprio qui trova le origini del suo nucleo storico. Per la spettacolarità della vista e il fascino della struttura si è classificato al primo posto nel settimo censimento nazionale de “I luoghi del cuore 2014” del FAI con 110.341 segnalazioni, numero mai eguagliato da nessun altro luogo o monumento italiano.
In questi giorni, questo luogo straordinario festeggia i 400 anni di vita (1628 – 2018), con una serie di iniziative atte a far conoscere la storia del convento e anche a finanziare i progetti di conservazione e restauro necessari per mantenersi.
Il 20 febbraio del 1618 i Frati Cappuccini si insediarono simbolicamente piantando una croce sui terreni di Castello e Buranco, donati all'ordine dal Comune di Monterosso, circa 4 anni dopo l'edificio del convento con le sue dodici celle era completato, con l'attigua chiesa della Vergine Immacolata e San Francesco d'Assisi e il suo sagrato, e circondato da orti su diversi livelli nei quali venivano coltivati limoni e vigneti. Da quel momento, i frati divennero una parte fondamentale della vita comunitaria del borgo marinaro, a cui parteciparono spiritualmente e materialmente.
Con sorti alterne, che lo videro chiuso sia per le leggi napoleoniche del 1816 e per le leggi sabaude del 1867, acquisito da Pietro Benvenuto di Monterosso che lo restituì ai religiosi, e quindi di nuovo perso per mancanza di religiosi nell'ultimo decennio del XX secolo, dal 2006 il Convento è tornato alla sua antica funzione, tanto desiderata dall'intera popolazione monterossina.

Cosa fare alle Cinque Terre e dintorni

Un luogo di pace, amato da Eugenio Montale, e oggi aperto anche all'accoglienza dei turisti che vogliono godere di un luogo ispirato e bellissimo.

 La vista dal Convento dei Cappuccini di Monterosso

La vista dal Convento dei Cappuccini di Monterosso

Oggi la struttura promuove numerose attività di valorizzazione della storia locale e del patrimonio artistico ospitato: tra tutte emerge la “Crocifissione” attribuita ad Antoon Van Dyck,  San Girolamo penitente di Luca Cambiaso, il refettorio a volte con La Veronica dello Strozzi, e il convento stesso, che ha mantenuto nel tempo tutte le caratteristiche architettoniche del '600.
Dal sagrato si ammira uno dei panorami più suggestivi e spettacolari delle Cinque Terre, soprattutto al tramonto, forse l'ora più bella per visitare questo luogo.
Una lapide collocata sulla scala che conduce al convento ricorda il frequente passaggio del poeta Eugenio Montale, che qui amava trascorrere momenti di pace e ricordo

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino

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