Visita al Museo Navale della Spezia

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Molti visitatori della città sono sempre più affascinati dal museo navale della Spezia, ricco di importanti testimonianze della storia della tecnica e della marineria.

Grandi e piccini bambini amano l’esposizione dei grandi modelli di nave, come quello della Amerigo Vespucci, “la più bella nave del mondo”, ma anche le collezioni di armi e modelli di navi militari, insieme a prototipi di equipaggiamenti della marina militare. Si differenzia dal Museo Navale di Venezia per un’esposizione più tecnica, mentrre nella Laguna sono raccolte testimonianze della storia della navigazione e della marineria in generale.

Anche la sala delle Polene, recentemente rinnovata, è una sezione molto interessante del museo, con polene da tutto il mondo.

La sala delle Polene

Si tratta certamente della sala più “romantica” del museo, dove ci si può perdere immaginando la storia dei velieri e delle navi raccontata da queste sculture spesso di valore artistico notevole. In alcuni casi, le polene continuano la loro storia in affascinanti leggende anche una volta distaccate dalla loro nave: è il caso della Polena Atalanta, che spinse un marinaio al suicidio a causa della sua bellezza impossibile.

La Polena Atalanta

Nella sezione delle telecomunicazioni, si trova una collezione molto interessante dei primi prototipi di radio con i quali Guglielmo Marconi svolse i suoi primi esperimenti.

Guglielmo Marconi effetua i suoi esperimenti sulla radio

La base navale della Spezia è uno dei luoghi scelti da Guglielmo Marconi per svolgere alcuni importanti esperimetni per conto e in collaborazione con la Marina Militare. Fin dal 1897, quando i primi esperimenti ebbero luogo, la collaborazione tra la Marina reale e Marconi fu intensa e continua.
A soli 23 anni, Marconi arrivò a Spezia per cominciare le sue trasmissioni a San Bartolomeo, dove venne disposta un’antenna, prima di 25 metri di altezza, poi di 34, e un ricevitore didposto proprio nel piazzale dell’arsenale. Gli esperimenti di comunicazione mare terra iniziarono il 14 Luglio dello stesso anno tra San Bartolomeo e il rimorchiatore numero 8: si trattò di una trasmissione in Morse della surata di 15 minuti e a sistanza di 12 km circa. Ancora, nel 1899 Marconi portò a termine alcune trasmissioni tra l’isola Palmaria, la Gorgona e Livorno, arrivando a trasmettere a 80 km di distanza. Nel 1909 lo scienziato ottenne il premio Nobel.
Il Museo Navale della Spezia espone una serie di strumentazioni e radio rudimentali con le quali Guglielmo Marconi svolse i suoi esperimenti.

La base e il museo sono strettamente connessi anche con le Forze Speciali della Marina Militare, gli incursori, che hanno base alla Spezia.
Gli incursori fecero parte della storia degli assalti operativi specialmente nella prima guerra mondiale, e oggi sono impegnati in molte missioni a livello internazionale, in mare e in terra. Nel museo è possibile vedere il torpedo pilotato da Raffaele Paolucci e Raffaele Rossetti per affondare la nave slovena Jugoslavia nel porto di Pula nel corso della prima guerra mondiale, senza equipaggiamento subacque e con le teste fuor d’acqua.

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